Decreto Legge 69/2013 convertito, con modificazioni, con legge n. 98 del 9 agosto 2013.

Modifiche al decreto 81 in materia di sicurezza, igiene e antincendio.


Il Decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2013 - Supplemento Ordinario n. 50), entrato in vigore il 22 giugno 2013, è stato a suo tempo emanato dal Governo Letta considerando "la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per la crescita economica e per la semplificazione del quadro amministrativo e normativo, nonché misure per l'efficienza dei sistema giudiziario e la definizione del contenzioso civile, al fine di dare impulso al sistema produttivo del Paese attraverso il sostegno alle imprese, il rilancio delle infrastrutture, operando anche una riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese".

Trattandosi di provvedimento avente forza di legge, doveva essere convertito in legge ordinaria dal Parlamento entro 60 giorni, ovvero entro il 21 agosto 2013.
Questo è avvenuto con la Legge ordinaria del Parlamento 9 agosto 2013 n. 98, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale 194 del 20 agosto 2013, Supplemento Ordinario n. 63, ed entrata in vigore il 21 agosto 2013.

Le principali modifiche al Testo Unico sono contenute negli artt. 32 "Semplificazione di adempimenti formali in materia di lavoro" e 38 "Disposizioni in materia di prevenzione incendi".

Tra le principali modifiche troviamo un'annunciata semplificazione dell'art. 26 del Testo Unico riguardo la redazione del DUVRI: "Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione e il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze ovvero individuando, limitatamente ai settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali di cui all'articolo 29, comma 6-ter, con riferimento sia all'attività del datore di lavoro committente sia alle attività dell'impresa appaltatrice e dei lavoratori autonomi, un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, adeguate e specifiche in relazione all'incarico conferito, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell'ambiente di lavoro, per sovrintendere a tali cooperazione e coordinamento.[...]".

In sostanza solo nelle attività a basso rischio, che però dovranno appena essere individuate con uno specifico decreto ministeriale (e per cui ci potrebbero volere anni), sarà possibile evitare di redigere il DUVRI purché venga designato un preposto alla vigilanza dei lavori.
Lo stesso decreto di cui sopra recherà in allegato "[...]il modello con il quale, fermi restando i relativi obblighi, i datori di lavoro delle aziende che operano nei settori di attività a basso rischio infortunistico possono dimostrare di aver effettuato la valutazione dei rischi di cui agli articoli 17 e 28 e al presente articolo (del D. Lgs. 81/08, n.d.r.).[...]". Questo un po' mi inquieta: che sia la semplificazione delle procedure standardizzate? C'è quindi d'aspettarsi una specie di ritorno all'autocertificazione, non riesco ad immaginarla diversamente.

Viene inoltre estesa la possibilità di non elaborare il DUVRI ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore a cinque uomini giorno, intendendo per uomini giorno l'entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie al completamento delle attività considerata con riferimento all'arco temporale di un anno dall'inizio dei lavori.

Alla fine quindi le "semplificazioni" restano in sospeso in quanto "l'individuazione dei settori di attività a basso rischio infortunistico è demandata a un decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (di concerto con il Ministro della salute, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro e previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni), sulla base di criteri e parametri oggettivi, desunti dagli indici infortunistici di settore dell'INAIL".

 



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