Certificazione della resistenza al fuoco di elementi costruttivi - Murature.

Lettera Circolare Prot. n. 0005642 del 31/03/2010 della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica del Dipartimento dei Vigili del Fuoco.


Questo articolo è tratto da BibLus-net.

Con la Lettera Circolare Prot. n. 0005642 del 31/03/2010 la Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica del Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha risposto ad alcuni quesiti relativi alla certificazione della resistenza al fuoco di strutture di muratura (portante e non) ai fini dell'ottenimento del CPI, alla luce della nuova normativa di resistenza al fuoco (D.M. 9 marzo 2007 e D.M. 16 febbraio 2007).

l punto 1.1 dell'allegato II al D.M. 4 maggio 1998 prevede, nell'ambito dei procedimenti di
prevenzione incendi affidati ai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco, che la certificazione relativa agli elementi strutturali portanti e/o separanti classificati ai fini della resistenza
al fuoco debba essere rappresentativa della tipologia di valutazione eseguita (sperimentale, analitica, tabellare).
Tale certificazione deve essere firmata:
  1. dal direttore del laboratorio, se la valutazione è di tipo sperimentale;
  2. da professionista iscritto negli elenchi del M.I. di cui alla L. 818/84, se la valutazione è di tipo analitico;
  3. da professionista, se trattasi di valutazione di tipo tabellare.
Il nuovo D.M. 16 febbraio 2007, che ha aggiornato la materia e recepito le norme comunitarie in materia, pur stabilendo in linea generale che le prestazioni di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi possono essere determinate in base ai risultati di prove, calcoli, confronti con tabelle (articolo 2 comma 2), demanda la scelta del metodo alla esistenza di norme condivise di riferimento al fine di garantire uniformità e trasparenza negli atti nonché una più efficace azione di controllo.
La circolare precisa che la possibilità di utilizzo della specifica norma europea di riferimento per la progettazione ed il calcolo delle murature esposte all'incendio (EN 1996-1-2) è attualmente rimandata al momento in cui sarà disponibile l'apposita appendice nazionale (punto C.4 dell'allegato C al decreto).
Il documento sottolinea quindi che, allo stato attuale, le uniche modalità attraverso cui è oggi possibile determinare le prestazioni di resistenza al fuoco delle murature (portanti e non) sono quelle basate sui risultati delle prove e sui confronti con tabelle, escludendo quindi ogni altra forma di certificazione.

"Al fine quindi di consentire il graduale adattamento di tutti gli operatori" prosegue il documento, "si ritiene opportuno che le certificazioni di murature, basate su valutazioni analitiche, possano essere accettate, ai fini del rilascio del CPI, per le costruzioni il cui progetto è stato presentato al competente Comando provinciale dei vigili del fuoco, ai sensi dell'art. 2 del D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37, prima del 25 settembre 2010".
Per i progetti presentati dopo tale data, in assenza della predetta appendice nazionale, saranno unicamente ammesse, per tali tipologie di elementi costruttivi, certificazioni basate su risultati di prova secondo le istruzioni contenute nel citato D.M. 16 febbraio 2007 o, in alternativa, su confronti con le tabelle riportate nel citato D.M. 16 febbraio 2007 e nella successiva Lettera Circolare n. 1968 del 15 febbraio 2008.

 



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