Prevenzione, per le società sportive scatta l'obbligo dei defibrillatori.

Le società sportive professionistiche devono dotarsi dei DAE entro sei mesi, mentre quelle dilettantistiche hanno fino a due anni e mezzo per adeguarsi.


Fonte: INAIL.

Defibrillatore semi-automatico esterno (DAE)

A poco più di un anno dalla scomparsa di Piermario Morosini, il calciatore 25enne del Livorno vittima di un malore durante una partita del campionato di serie B, la scorsa settimana i ministeri della Salute e dello Sport hanno varato il decreto che introduce l'obbligo per le società sportive di dotarsi di defibrillatori semiautomatici (DAE), in attuazione di quanto previsto dall'articolo 7 comma 11 del decreto Salute e sviluppo.

Da sei a trenta mesi di tempo per adeguarsi. Il decreto, che disciplina anche i controlli medici necessari per praticare l'attività sportiva non agonistica, raccoglie le indicazioni di un gruppo di lavoro istituito nel febbraio scorso e del corrispondente gruppo di lavoro del Consiglio superiore di sanità, e prevede che le società sportive professionistiche adottino i defibrillatori entro sei mesi, mentre quelle dilettantistiche hanno fino a due anni e mezzo per adeguarsi. Gli oneri sono a carico delle società, che possono associarsi se operano nello stesso impianto sportivo oppure accordarsi con i gestori delle strutture perché siano loro a farsene carico. Sono escluse, invece, le società dilettantistiche che svolgono attività a ridotto impegno cardiocircolatorio.

Linee guida dettagliate su dotazione e utilizzo. Rispetto alla dotazione e all'utilizzo dei defibrillatori, il decreto ministeriale contiene linee guida dettagliate. In particolare, il defibrillatore deve essere facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre perfettamente funzionante e dovrà essere presente personale adeguatamente formato per utilizzarli e pronto a intervenire in caso di necessità. I corsi di formazione saranno effettuati dai Centri di formazione accreditati dalle singole Regioni.

"Primo passo verso una diffusione sempre più capillare". "Il decreto rappresenta una novità importante commenta Bruno Papaleo, che coordina un gruppo di ricerca sulla diffusione della cultura del primo soccorso nei luoghi di lavoro presso il dipartimento di Medicina del lavoro dell'Inail ed è auspicabile che si tratti solo del primo passo verso una diffusione sempre più capillare della rete di accesso alla defibrillazione precoce". Del resto la legge numero 191 del 2009, con il relativo decreto ministeriale del 18 marzo 2011, raccomanda già la presenza di DAE in tutti i luoghi di grande affluenza, come aeroporti, stazioni ferroviarie, centri commerciali, alberghi, ristoranti, ipermercati, scuole, università e uffici, nelle aree ad alto rischio come le strutture industriali e nelle zone isolate, dove è più difficile fare arrivare i soccorsi. Il defibrillatore, infatti, deve essere posizionato in modo da garantire l'intervento entro cinque minuti dall'arresto cardiaco.

Decisiva la rapidità dei primi soccorsi. Ogni minuto che passa dall'inizio dell'arresto cardiaco riduce di circa il 10% le probabilità di successo della scarica elettrica e dopo dieci minuti i danni subiti a livello cerebrale diventano irreversibili. Anche se alcune morti sono inevitabili, in molti casi la prontezza dei primi soccorsi risulta decisiva e applicare subito il defibrillatore può quindi fare la differenza tra la vita e la morte. "L'efficacia dei soccorsi con il defibrillatore è legata, però, anche alla presenza di persone addestrate a utilizzarlo precisa Papaleo In caso contrario il defibrillatore rischia di rivelarsi un investimento inutile". Il DAE guida il soccorritore nelle manovre, passo dopo passo, e rilascia una scarica elettrica solo quando indicato. Usarlo è semplice, tuttavia serve una formazione adeguata che in genere non supera le cinque ore di durata.

In Europa ogni anno oltre 400mila casi. Prendendo atto del fatto che ogni anno in Europa sono oltre 400mila i casi di arresto cardiaco improvviso la maggior parte dei quali sono provocati dalla fibrillazione ventricolare, una grave aritmia che si risolve solo applicando una scarica elettrica al cuore lo scorso 14 giugno il Parlamento UE ha invitato gli Stati Membri a istituire una settimana di sensibilizzazione con lo scopo di migliorare la conoscenza e la formazione dei cittadini e degli operatori sanitari alla rianimazione cardiopolmonare.

Dal 14 al 20 ottobre una settimana di sensibilizzazione. La settimana si svolgerà tra il 14 e il 20 ottobre e in Italia si articolerà in un'ampia gamma di eventi volti a informare le diverse fasce della popolazione sull'importanza di conoscere e saper eseguire le semplici manovre che possono salvare la vita di chi è colpito dall'arresto cardiaco improvviso, che chiunque è in grado di attuare anche senza una preparazione sanitaria specifica. Per accompagnare la marcia di avvicinamento a questo appuntamento, l'Italian Resuscitation Council (Irc) ha promosso la campagna Viva!, che prevede la realizzazione di iniziative e materiali specifici in sei ambiti di intervento: lavoro, scuola, sport, sanità, casa e fuori casa.

 



Torna alle notizie