La manutenzione degli estintori d'incendio.

La manutenzione degli estintori secondo la Norma UNI 9994-1:2013.


Nel primo numero del Giornale dei Coordinatori avevamo denunciato il problema relativo ai falsi controlli di manutenzione sui sistemi antincendio e ci eravamo soffermati sulla Norma UNI CEI EN 16763:2017 con lo scopo di dare delle indicazioni su come qualificare la ditta che offre i servizi di sicurezza antincendio, ma una volta affidato il servizio di manutenzione antincendio ad un'impresa qualificata come fa un datore di lavoro e/o un RSPP a sapere se il tecnico manutentore sta svolgendo il suo lavoro a regola d'arte? Vi siete mai chiesti quali sono le operazioni da eseguire per mantenere nel tempo la completa efficienza, per esempio, degli estintori? È chiaro che qualificare l'impresa ed eventualmente il personale di manutenzione non è sufficiente se non si ha la più pallida idea di quali siano le operazioni di manutenzione che devono essere effettuate su un presidio antincendio, pertanto oggi ci soffermiamo sulla Norma UNI 9994-1:2013 così da fornire una panoramica sulle operazioni da effettuare per la manutenzione degli estintori.

SORVEGLIANZA

La sorveglianza consiste in una serie di controlli visivi che vanno effettuati per accertare il buono stato dell'attrezzatura e che vanno poi riportati sul Registro dei Controlli Antincendio a cura del responsabile dell'attività; questa è infatti l'unica fase di manutenzione che non viene svolta dal tecnico manutentore, ma da personale interno all'azienda adeguatamente formato o dal datore di lavoro stesso, proprio per questo non va assolutamente annotata sul cartellino di manutenzione, ma esclusivamente sul Registro dei Controlli Antincendio.
L'esame del buono stato degli estintori prevede di accertarsi che:
  1. L'estintore ed il suo supporto siano integri;
  2. L'estintore sia presente e segnalato con apposito cartello;
  3. Il cartello sia chiaramente visibile, l'estintore sia immediatamente utilizzabile e l'accesso allo stesso sia libero da ostacoli;
  4. L'estintore non sia stato manomesso, in particolare risulti sigillato il dispositivo di sicurezza per evitare azionamenti accidentali;
  5. Le iscrizioni siano ben leggibili;
  6. L'indicatore di pressione, se presente, indichi un valore di pressione compreso all'interno del campo verde;
  7. Il cartellino di manutenzione sia presente sull'apparecchio e che non sia stata superata la data per le attività previste;
  8. L'estintore portatile non sia collocato a pavimento.

La Norma consiglia che queste verifiche vengano effettuate con cadenza mensile.
È evidente che se si dovessero riscontrare delle anomalie, queste dovranno essere riportate al datore di lavoro che provvederà a far intervenire, nel più breve tempo possibile, il manutentore.

CONTROLLO PERIODICO

Il controllo periodico è una misura di prevenzione atta a verificare l'efficienza degli estintori; quest'operazione va riportata sul Registro dei Controlli Antincendio e sul cartellino di manutenzione.
Questa invece è un compito specifico del tecnico manutentore, cioè personale in possesso dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza specificati nella Norma UNI 9994-2:2015, che con cadenza semestrale effettuerà i seguenti controlli:
  1. Verifiche di cui alla fase di sorveglianza;
  2. Per gli estintori pressurizzati a pressione permanente, il controllo della pressione interno con uno strumento indipendente;
  3. Per gli estintori a CO2 il controllo dello stato di carica tramite pesatura;
  4. Controllo della presenza, del tipo e della carica delle bombole di gas ausiliario per gli estintori a pressurizzazione istantanea;
  5. L'estintore non presenti anomalie quali ugelli ostruiti, perdite, tracce di corrosione, sconnessioni o incrinature dei tubi flessibili, ecc.;
  6. L'estintore sia esente da danni alle strutture di supporto ed alla maniglia di trasporto; in particolare, se carrellato, abbia le ruote funzionanti;
  7. Sia esente da danni ed ammaccature al serbatoio;

Le anomalie riscontrate dovranno essere immediatamente eliminate, in caso contrario l'estintore dovrà essere dichiarato non idoneo, collocando sull'apparecchiatura un'etichetta "ESTINTORE FUORI SERVIZIO". In questo caso il tecnico dovrà informare la persona responsabile e riportare la dizione "FUORI SERVIZIO" sul cartellino di manutenzione.

REVISIONE PROGRAMMATA

La revisione consiste in una serie di interventi tecnici di prevenzione, svolti a cura del tecnico manutentore, atti a mantenere costante nel tempo l'efficienza dell'estintore tramite l'effettuazione dei seguenti accertamenti ed interventi:
  1. Esame interno dell'apparecchio;
  2. Esame e controllo funzionale di tutte le parti;
  3. Controllo di tutte le sezioni di passaggio del gas ausiliario, se presente, e dell'agente estinguente, in particolare il tubo pescante, i tubi flessibili, i raccordi e gli ugelli per verificare che siano liberi da incrostazioni, occlusioni e sedimentazioni;
  4. Controllo dell'assale e delle ruote se carrellato;
  5. Ripristino delle protezioni superficiali se danneggiate;
  6. Sostituzione dei dispositivi di sicurezza contro le sovrappressioni se presenti;
  7. Sostituzione dell'agente estinguente;
  8. Sostituzione delle guarnizioni;
  9. Sostituzione della valvola erogatrice per gli estintori a CO2;
  10. Rimontaggio dell'estintore in perfetto stato d'efficienza.

È chiaro che, dal momento che si tratta di operazioni complesse generalmente svolte presso l'officina e non presso il cliente, il manutentore non può lasciare l'ambiente di lavoro sguarnito, ma deve invece provvedere alla sostituzione temporanea degli estintori prelevati con altrettanti di capacità estinguente non inferiore.
Sicuramente in questa fase le operazioni più importanti sono quelle del cambio dell'estinguente e della sostituzione delle componenti usurate; su questi aspetti dobbiamo ricordare che la Norma prescrive che tutte le parti di ricambio, compresi gli agenti estinguenti, devono essere originali o altri dichiarati equivalenti dal costruttore dell'estintore.
Vi siete mai chiesti perché un estintore da 6 kg a polvere può essere omologato 34A 233B C oppure 43A 233B C oppure 55A 233B C? La differenza sostanzialmente la fa il tenore di fosfato monammonico contenuto nella polvere estinguente, infatti nel primo caso si tratta di polvere MAP40, nel secondo di polvere MAP50 e nel terzo di polvere MAP90. Risulta quindi evidente che nella fase di revisione di un polvere dovremo utilizzare solo ed esclusivamente la polvere equivalente; lo stesso vale anche per il gas propellente (comunemente azoto, ma in rari casi anche aria).
Un ragionamento analogo va fatto anche per le miscele di tipo idrico.
Inoltre non dobbiamo dimenticare che gli estinguenti sostituiti ed i materiali di scarto devono essere gestiti conformemente alla disposizioni legislative vigenti in materia di gestione ambientale.
Le periodicità con cui revisionare gli estintori sono le seguenti:

Revisione programmata
Estinguente Tipo di estintore Revisione (mesi)
Polvere Tutti 36
Biossido di carbonio Tutti 60
A base d'acqua Serbatoio in acciaio al carbonio con agente estinguente premiscelato 24
Serbatoio in acciaio al carbonio contenente solo acqua ed eventuali altri additivi in cartuccia 48
Serbatoio in acciaio inox o in lega d'alluminio 48
Idrocarburi alogenati Tutti 72

 

Anche in questo caso le operazioni di manutenzione devono essere segnate sul cartellino e sul registro dei controlli antincendio, in pił la data della Revisione (mm/aa) e la denominazione dell'azienda che l'ha effettuata devono essere riportati in maniera indelebile sia all'interno che all'esterno dell'estintore.
Revisione estintore a polvere Marcatura pescante a seguito di revisione estintore a polvere
Il fatto di dover segnare all'interno dell'estintore, generalmente sul pescante, la data della revisione è certamente uno strumento di tutela aggiuntivo per il committente; inoltre il cambio valvola sugli estintori a CO2 permette anche un controllo operativo sulle manutenzioni effettuate: sulle valvole infatti viene marcato l'anno di produzione e quindi un estintore a CO2 del 2012 revisionato nel 2017 dovrebbe avere una valvola marcata 2017.

COLLAUDO

Il collaudo è una misura di prevenzione atta a verificare la stabilità del serbatoio o della bombola dell'estintore e deve comprendere anche le operazioni di revisione, spesso infatti si parla di revisione e collaudo. L'iter pertanto è lo stesso della fase precedente: il manutentore si presenta dal cliente, ritira gli estintori da collaudare sostituendoli temporaneamente con altrettanti equivalenti e li porta in officina per le operazioni del caso.
Per gli estintori non conformi al D. Lgs. 93/2000 il collaudo consiste in una prova idraulica di 1 minuto alla pressione di 3,5 MPa o come da valore punzonato sul serbatoio se maggiore, mentre per gli estintori conformi al D. Lgs. 93/2000 consiste in una prova idraulica di 30 secondi alla pressione di prova indicata sul serbatoio.
Al termine delle prove non devono verificarsi perdite, trasudazioni, deformazioni o dilatazioni di nessun tipo¹.
In occasione del collaudo dell'estintore la valvola erogatrice deve essere sostituita per garantire l'efficienza e la sicurezza dell'estintore e la data (mm/aa) e la denominazione dell'azienda che l'ha effettuato devono essere riportati in maniera indelebile sia all'interno che all'esterno dell'estintore (è vietato punzonare il serbatoio ed i componenti soggetti a pressione²).
La periodicità con cui eseguire i collaudi è riassunta nella tabella seguente:

Collaudo del serbatoio
Estinguente Tipo di estintore Collaudo (mesi)
PRE/PED CE/PED
Polvere Tutti 72 144
Biossido di carbonio Tutti 120 120
A base d'acqua Serbatoio in acciaio al carbonio con agente estinguente premiscelato 72 72
Serbatoio in acciaio al carbonio contenente solo acqua ed eventuali altri additivi in cartuccia 72 96
Serbatoio in acciaio inox o in lega d'alluminio 72 144
Idrocarburi alogenati Tutti 72 144

 

Come nel caso precedente, il cambio valvola permette di avere delle evidenze oggettive per valutare l'operato del manutentore.
Revisione e Collaudo estintore a schiuma Valvola estintore a schiuma del 2018

 

ESTINTORI DA CONSIDERARSI FUORI SERVIZIO

  • Estintori di tipo non approvato (ad eccezione di quelli classe D);
  • Estintori che presentino segni di corrosione;
  • Estintori che presentino ammaccature sul serbatoio;
  • Estintori sprovvisti delle marcature obbligatorie;
  • Estintori le cui parti di ricambio e gli agenti estinguenti non sono più disponibili;
  • Estintori con marcature ed iscrizioni illeggibili e non sostituibili;
  • Estintori che devono essere ritirati dal mercato in base alle disposizioni legislative vigenti;
  • Estintori per cui non è disponibile il libretto d'uso e manutenzione rilasciato dal produttore e non più reperibile sul mercato³;
  • Estintori che abbiano superato i 18 anni di vita.
Non è pertanto possibile eseguire nessun intervento di manutenzione e/o ricarica, devono quindi essere smaltiti e sostituiti con estintori nuovi.

CARTELLINO DI MANUTENZIONE E REGISTRO DEI CONTROLLI ANTINCENDIO

Premetto che in tutti i miei anni di attività ho ricevuto svariate telefonate da clienti i cui consulenti lamentavano che il cartellino non fosse a norma perché adesivo o adducendo, spesso anche piuttosto convinti, le più fantasiose delle motivazioni! Chiariamo subito questo dubbio: il cartellino può essere realizzato su qualsiasi supporto ed essere strutturato per essere utilizzato per più interventi in più anni; inoltre deve contenere obbligatoriamente le seguenti informazioni:
  • Numero di matricola o altri estremi di identificazione dell'estintore;
  • Dati anagrafici dell'azienda/persona competente incaricata della manutenzione;
  • Tipo dell'estintore;
  • Massa lorda;
  • Carica effettiva;
  • Tipo di intervento effettuato;
  • Data dell'intervento (in formato mm/aa);
  • Scadenza del prossimo controllo ove previsto da specifiche normative in formato mm/aa (ADR);
  • Sigla o codice di riferimento o punzone identificativo del manutentore.
L'ultimo punto è estremamente importante perché permette di associare la singola operazione di manutenzione al manutentore che l'ha eseguita.
Cartellino di Manutenzione Estintori - Fronte Cartellino di Manutenzione Estintori - Retro
Cartellino adesivo di manutenzione estintore
L'accertamento dell'avvenuta manutenzione deve essere formalizzato, a cura del responsabile dell'attivitą, nell'apposito registro allegando copia del documento di manutenzione rilasciata dal manutentore. Quest'ultimo deve contenere:
  • le attività svolte;
  • le anomalie riscontrate;
  • gli interventi eseguiti;
  • i ricambi utilizzati;
  • la segnalazione di eventuali operazioni da eseguire;
  • i dati dell'azienda di manutenzione;
  • i dati identificativi del manutentore;
  • i dati dell'azienda cliente;
  • i dati della persona responsabile.

RESPONSABILITÀ DEL COMMITTENTE E DEL MANUTENTORE

Il fatto di poter risalire al nominativo del manutentore sia dal cartellino, sia dal documento di manutenzione denota che esiste un profilo di responsabilità da parte del tecnico in caso di manutenzioni eseguite in modo difforme dalle prescrizioni di legge. In sostanza il mantenimento in efficienza dei presidi antincendio è una responsabilità condivisa tra committente, che ha l'obbligo di qualificare l'impresa ed il suo personale e di vigilare sul loro operato, e manutentore, che ha l'obbligo di svolgere il proprio lavoro a regola d'arte.
Dal punto di vista legale quindi il manutentore deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta e deve inoltre osservare le disposizioni per l'esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dall'imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende (Codice Civile art. 2014). La violazione dell'obbligo di diligenza e dell'obbligo di osservanza comporta l'applicazione di misure disciplinari (art. 2106 Codice Civile) e l'obbligo di risarcire i danni (responsabilità contrattuale [Codice Civile Libro IV, Titolo I, Capo III]) subordinato all'esistenza della colpa lieve (art. 1229 Codice Civile), e può dar luogo, in casi estremi, al licenziamento (ad esempio se il lavoratore costantemente, violando istruzioni impartitegli, reca danno all'attività produttiva).
L'inosservanza dei doveri di diligenza da parte del manutentore quindi comporta non solo l'applicazione di eventuali sanzioni disciplinari, ma anche l'obbligo del risarcimento del danno cagionato all'azienda per responsabilità contrattuale, qualora si provi che l'evento dannoso subito dall'azienda sia correlato a una condotta colposa del prestatore d'opera e dunque si sia in presenza di un casus culpa determinatus ricollegabile, sulla base di un rapporto di causalità, a una condotta colposa del dipendente sotto i profili della negligenza, dell'imprudenza o della violazione di specifici obblighi contrattuali o istruzioni legittimamente impartitegli dal datore di lavoro.

Note
  • 1: non possono essere collaudati serbatoi che presentano ammaccature o segni di corrosione interna od esterna.
  • 2: le bombole ad azoto ed a CO2 devono essere punzonate secondo le disposizioni previste dal D.M. 329/2004.
  • 3: la Norma in origine riportava: "Estintori non dotati del libretto d'uso e manutenzione rilasciato dal produttore e non più reperibile sul mercato" è stata corretta con la EC 1 del 24/07/2014 alla UNI 9994-1:2013.

 



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