
Con l’arrivo della stagione estiva e il progressivo aumento delle temperature, la Regione Friuli – Venezia Giulia ha adottato un provvedimento straordinario per tutelare la salute dei lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle ondate di calore.
L’Ordinanza n. 1/2026/SAL, firmata dal Presidente della Regione Massimiliano Fedriga, introduce infatti specifiche limitazioni alle attività lavorative svolte all’aperto nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e stradali e nelle cave, quando le condizioni climatiche determinano un rischio elevato per la salute.
Negli ultimi anni il tema dello stress termico è diventato sempre più centrale nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro. Le elevate temperature, soprattutto se associate a forte umidità e attività fisicamente impegnative, possono provocare affaticamento, disidratazione, colpi di calore e altre conseguenze anche gravi per i lavoratori esposti per molte ore ai raggi solari.
Per questo motivo la Regione ha stabilito che, dal 16 giugno al 15 settembre 2026, sarà vietato svolgere attività lavorative con esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00. Il divieto non sarà però applicato indistintamente ogni giorno, ma entrerà in vigore esclusivamente nelle aree e nelle giornate in cui il sistema Worklimate segnalerà un livello di rischio “ALTO” per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa.
Worklimate, il progetto sviluppato da INAIL e CNR per la valutazione del rischio da calore negli ambienti di lavoro, mette a disposizione mappe previsionali consultabili quotidianamente e rappresenta oggi uno degli strumenti di riferimento per aziende e datori di lavoro nella gestione del rischio climatico.
L’ordinanza si inserisce in un quadro normativo e tecnico già consolidato. La Regione richiama infatti le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, recepite nel 2025, che indicano una serie di misure organizzative e preventive finalizzate a ridurre l’esposizione dei lavoratori durante i periodi più critici dell’anno. Tra queste rientrano la riorganizzazione degli orari di lavoro, la pianificazione delle attività più gravose nelle ore meno calde, l’aumento delle pause di recupero, la disponibilità di acqua e zone ombreggiate e la corretta informazione dei lavoratori sui rischi legati alle alte temperature.
Sono previste alcune eccezioni per gli interventi di pubblica utilità, di protezione civile o necessari alla salvaguardia della pubblica incolumità. In questi casi le attività potranno proseguire anche nelle ore interessate dal divieto, purché il datore di lavoro abbia adottato adeguate misure di prevenzione e protezione in conformità a quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008.
Per consentire una migliore organizzazione delle attività produttive, la Regione ha inoltre autorizzato, nei giorni caratterizzati da rischio elevato, l’anticipo o il posticipo di un’ora degli orari di lavoro nei cantieri edili e assimilati, in deroga alle disposizioni comunali sulle attività rumorose temporanee. Una misura che punta a favorire lo svolgimento delle lavorazioni nelle fasce orarie meno critiche dal punto di vista climatico.
Per le imprese interessate, il provvedimento rappresenta un ulteriore richiamo all’importanza di una corretta gestione del rischio da calore, tema che sta assumendo un peso sempre maggiore nella valutazione dei rischi aziendali. Monitorare quotidianamente le condizioni previsionali, pianificare le attività in funzione del rischio e adottare adeguate misure organizzative non è soltanto un obbligo normativo, ma un elemento fondamentale per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.